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LA PREVIDENZA PROFESSIONALE OBBLIGATORIA "LA PENSIONSKASSE"
Cos'è la previdenza professionale?
È un'assicurazione che vuole permettere ai propri assicurati, dopo il pensionamento, di mantenere in modo adeguato un tenore di vita simile a quello avuto in precedenza.
La PP si pone l'obiettivo di costituire, insieme alle rendite AVS/AI, una rendita che raggiunga almeno il 60% dell'ultimo salario. La previdenza professionale si basa su di una procedura di risparmio individuale. La legge prevede solo delle prestazioni minime. Gli istituti di previdenza possono tuttavia introdurre nei propri regolamenti una previdenza più ampia.
Chi è assicurato presso la PP?
Tutti i salariati soggetti all'obbligo di contribuzione AVS e che conseguono un salario minimo determinato.
I lavoratori cui un datore di lavoro corrisponde un salario minimo determinato, sono coperti obbligatoriamente contro l'invalidità e la morte a partire dal primo gennaio seguente il compimento del 17° anno di età, così come sono assicurati per la vecchiaia a partire dall'inizio dell'anno seguente il compimento del 24° anno di età. Il salario da assicurare obbligatoriamente è limitato da un importo massimo.
Per ulteriori informazioni sul salario da assicurare obbligatoriamente può essere consultata la tavola sinottica dei «tassi, dei contributi e dei premi» disponibile in francese e in tedesco sul sito Internet www.avs-ai.info, rubrica «Opuscoli informativi».
Chi paga i contributi PP?
I salariati e i datori di lavoro.
Il datore di lavoro corrisponde entrambi i contributi all'istituto di previdenza, vale a dire che i contributi del salariato vengono detratti direttamente dal salario.
A quanto ammontano i contributi PP?
Il loro importo è fissato dal regolamento del relativo istituto di previdenza.
Ogni istituto di previdenza indica nel proprio regolamento l'ammontare dei contributi da versare da parte dei datori di lavoro e dei salariati. I contributi del datore di lavoro devono ammontare almeno alla totalità dei contributi dei dipendenti.
Quali prestazioni fornisce la PP?
Essa fornisce prestazioni di vecchiaia, d'invalidità, per i superstiti e nel quadro della promozione della proprietà d'abitazioni.
Le persone assicurate presso la previdenza professionale hanno diritto a:
una rendita di vecchiaia al raggiungimento dell'età pensionabile ordinaria, cioè a 64 anni per le donne e a 65 anni per gli uomini; una rendita d'invalidità se ai sensi dell'AI sono considerate invalide nella misura del 50% almeno e se erano assicurate all'insorgenza dell'invalidità. Una mezza rendita è concessa
per un'invalidità del 50 % almeno. Una rendita intera viene corrisposta quando il grado d'invalidità raggiunge il 66 2/3 % almeno.
Una rendita per superstiti viene versata se la persona deceduta era assicurata oppure se percepiva una rendita al momento del decesso. Allo scopo di acquistare un'abitazione, la persona assicurata può, a determinate
condizioni, costituire in pegno il suo diritto alle prestazioni o farsi versare una parte o la totalità dei suoi averi PP.
La Rendita per Superstiti
Una vedova ottiene una rendita per vedove, se deve provvedere al sostentamento dei propri figli, oppure se ha compiuto i 45 anni ed è stata sposata per almeno 5 anni. Se queste condizioni non sono soddisfatte, viene pagata un'indennità unica corrispondente
alla somma delle rendite di 3 anni. Il diritto alla rendita per vedove si estingue col passaggio a nuove nozze.
La donna divorziata il cui ex coniuge è deceduto ha diritto ad una rendita vedovile, se il matrimonio è durato almeno 10 anni e l'ex coniuge ha dovuto corrispondere alimenti. In caso di morte, i regolamenti possono prevedere prestazioni per altre persone (vedovi,
genitori, fratelli e sorelle, compagni/e di vita). Questi regolamenti possono essere richiesti alla cassa pensioni alla quale è affiliato il datore di lavoro. In aggiunta, si ottiene di regola un certificato di assicurazione con i dati relativi.
Come vengono calcolate le prestazioni?
In base all'avere di vecchiaia, vale a dire, in sintesi, a seconda dell'avere a risparmio della persona assicurata. La rendita di vecchiaia annua ammonta al 7,2% dell'avere di vecchiaia della persona assicurata, compresi gli interessi maturati fino al
pensionamento. La rendita d'invalidità ammonta al 7,2% dell'avere di vecchiaia posseduto dalla persona assicurata fino all'insorgenza dell'invalidità aumentato degli accrediti di vecchiaia per gli anni mancanti fino al raggiungimento dell'età pensionabile, senza gli
interessi. La rendita per vedove ammonta al 60% e la rendita per orfani al 20% della rendita intera d'invalidità cui avrebbe avuto diritto l'assicurato.
È possibile un pensionamento anticipato?
Sì, se è previsto dal regolamento dell'istituto di previdenza.
La riscossione delle prestazioni di previdenza per la vecchiaia può avvenire anche prima del raggiungimento dell'età pensionabile ma comporta una riduzione delle prestazioni
Come vengono computati i contributi versati agli istituti di previdenza professionale esteri?
Essi non vengono presi in considerazione per la PP svizzera.
Cosa può fare una persona esercitante un'attività lucrativa se non è soggetta all'assicurazione obbligatoria?
Aderire all'assicurazione facoltativa.
L'assicurazione facoltativa rappresenta una possibilità di previdenza professionale per i lavoratori indipendenti o per i salariati i cui datori di lavoro non sottostanno all'obbligo di versare contributi AVS. I lavoratori indipendenti possono affiliarsi facoltativamente:
presso l'istituto di previdenza della propria associazione professionale, oppure presso lo stesso istituto di previdenza in cui sono assicurati i propri dipendenti, oppure presso l'istituto collettore. I salariati affiliati all'AVS i cui datori di lavoro non sono soggetti all'obbligo di versare contributi AVS possono assicurarsi facoltativamente addossandosi i contributi completi, alla stessa stregua dei lavoratori indipendenti.
Cosa succede dell'avere accumulato in caso di cambiamento del posto di lavoro o di cessazione dell'attività lucrativa?
L'avere viene trasferito presso l'istituto di previdenza del nuovo datore di lavoro, su un conto o su una polizza di libero passaggio.
Nel caso in cui l'assicurato lascia l'istituto di previdenza prima dell'insorgenza di un caso di previdenza (vecchiaia, morte o invalidità), ha diritto ad una prestazione d'uscita, chiamata anche prestazione di libero passaggio.Questo può succedere in seguito sia ad un cambiamento del posto di lavoro, sia ad una cessazione dell'attività lucrativa prima del raggiungimento dell'età pensionabile.
Nel caso di cambiamento del posto di lavoro l'istituto di previdenza trasferisce la prestazione d'uscita all'istituto di previdenza del nuovo datore di lavoro.
Nel caso di cessazione dell'attività lucrativa prima del raggiungimento dell'età pensionabile la persona assicurata deve annunciare all'istituto di previdenza sotto quale forma ammissibile intende mantenere la previdenza. Le persone assicurate hanno la scelta se aprire un conto di libero passaggio presso una banca oppure se stipulare una polizza di libero passaggio presso un'assicurazione. La copertura assicurativa risulta garantita in entrambi i casi.
Se la persona assicurata non si dovesse annunciare, la prestazione d'uscita viene versata all'istituto collettore al più tardi 2 anni dopo l'insorgenza del caso di libero passaggio.
Custodia dei documenti assicurativi
Tutti i documenti assicurativi delle casse pensioni devono essere custoditi dagli assicurati.
Ricerca di averi dimenticati
Se una persona non sa se dispone di averi legati al secondo pilastro, può rivolgersi all'apposito «Ufficio centrale del 2° pilastro» che può dare informazioni riguardo a giacenze di averi previdenziali, conti o polizze di libero passaggio.
Riscossione anticipata
A certe condizioni, i soldi della previdenza professionale possono essere usati per il finanziamento della propria abitazione. A tale scopo va presentata una richiesta di riscossione anticipata al relativo istituto di previdenza o di libero passaggio.
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